IL POTERE DELLA NATURA E DEI SUOI SUONI









In questo post mi propongo di porre l'attenzione e far riflettere sul potere che la natura e i suoi corrispettivi suoni hanno nelle nostre vite fin dai tempi più antichi. Nella foto di cui sopra, vi è raffigurato un aborigeno australiano che cerca di riprodurre ,con lo strumento "didjeridoo", la voce dei suoni della natura.  

Ho fatto quindi alcune ricerche che parlano del legame primordiale tra natura e suono/musica presente già nei popoli antichi. E' infatti la Natura  stessa che ha iniziato l'individuo alla pratica e alla conoscenza della musica. Troviamo la sua melodia ovunque: nell’acqua sussultante che scorre lungo i fiumi, o in quella scrosciante e continua di una cascata. Ma anche nel vento che sussurra tra gli alberi, nel canto degli uccelli, nel vigore del tuono.  I suoni rendono manifesta l’esistenza alla nostra attenzione. Ci mettono in relazione con la Natura che ci circonda e la fanno sentire come un essere misterioso, la Madre Terra dei nativi, che sussurra messaggi da decifrare. Messaggi che costituiscono un richiamo continuo alla manifestazione dell’esistenza in cui viviamo.

I suoni nascono anche dal di dentro di ciascun individuo: dal ritmo del battito del cuore, a quello dei suoi passi e del suo respiro, al ritmo della fluidità armonica del movimento del corpo nel tempo e nello spazio.  Ma i suoni che cogliamo nella Natura non sono solo un fenomeno auditivo. Essi giungono alla nostra mente e si trasformano in emozioni, riportano in superficie ricordi dimenticati, suscitano visioni oniriche e aprono a percezioni non convenzionali, facendoci varcare una porta sull’Infinito.

 I suoni della Natura si esprimono attraverso una musicalità costituita da una sequenza  variata di uno specifico suono che produce precisi effetti sull’uomo. Nel caso del tuono, questo è in grado di suscitare un senso di inquietudine oppure, nel caso del vento, di far percepire un senso di poesia e di pace interiore.

Nel tentativo di imitare la musicalità della Natura gli antichi sciamani hanno creato strumenti musicali di ogni genere che fossero in grado di riprodurla in tutti i suoi aspetti. L’utilizzo di questi strumenti musicali ha consentito di creare sviluppi musicali complessi che hanno portato alla necessità di ideare sistemi di suoni o note per poterli concatenare tra di loro e riprodurre la musicalità dei suoni della Natura. Lo strumento sul quale i primi sciamani realizzarono lo scorporo del suono base in note,  è stato lo “uzara”, una sorta di xilofono a blocco unico, di legno o pietra, a 12 posizioni sonore, poi trasformato anche in uno strumento a tasti di nota separati, che ha permesso di identificare la scala musicale dalle note acute, poste a destra, sino a quelle gravi. Nacque così la Nah-sinnar, ossia  la musica della Natura: la musica che opera in forma matematica attraverso la sua struttura melodica per invitare a vivere l’armonia della Natura secondo i suoi archetipi fondamentali. 

L’antico sciamanesimo druidico ha realizzato nel tempo specifici strumenti musicali con i quali riprodurre la musica della Nah-sinnar, come quello naturale della voce, il tamburo, lo xilofono, gli strumenti a corda, e altro ancora.

Ciascuno di questi strumenti relaziona l’individuo con i suoni e i fenomeni della Natura.

Il ritmo del tamburo mette in sintonia con gli archetipi vitali del battito del cuore e del respiro. Interpreta il ritmo archetipale dell’universo che è dentro ciascun individuo. Il flauto ad esempio imita la melodia della voce.


Aldilà di questo viaggio nel tempo, vi sono recenti studi che riportano i benefici dell'ascolto dei suoni della natura, i quali diminuiscono i livelli di stress e stanchezza, e donano benessere. La prossima volta che vi capita di trovarvi in natura fateci caso a come state, a come vi sentite perchè l'energia che si ha quando siamo in  natura è differente da quando siamo in città. 











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