La terapia delle emozioni in musica
Oggi vorrei parlare delle stretta correlazione tra musicoterapia, musica ed emozioni.
Le emozioni rivestono un ruolo fondamentale nella nostra vita e nella vita di chi ci sta accanto. Emozione deriva dal latino “emovere” che significa smuovere, scuotere, trasportar fuori o più semplicemente, far emergere un movimento che parte prima di tutto da dentro di noi. Come dalla frase sopra riportata, possiamo dedurre quanto sia importante dare un nome al proprio stato emotivo interno. La musicoterapia è una terapia che invita la persona a compiere un viaggio che parte dall’espressione attraverso canali sensoriali, percettivi ed espressivi nella comunicazione non verbale e simbolica, nella condivisione dei propri vissuti nell’atto creativo improvvisativo, si può generare una riflessione interiore che aiuta a nominare le proprie emozioni e sensazioni. Esiste quindi un rapporto profondo fra emozioni e musica.
La musicoterapia dà voce alle emozioni, e coglie il flusso sottile di un intento, di un bisogno, dell’anima, permettendo che emerga, dandogli lo spazio per esistere. Ciò che viene espresso è colto ed accolto e vissuto nell’espressione del suono e della musica nella sua globalità e complessità. E' come se venisse rispecchiato: io esisto – tu esisti per come sei. Nel vissuto del corpo cogliamo anche le emozioni. Ne facciamo un riconoscimento. Così una espressione melodica più o meno strutturata, un ritmo semplice, complesso, un tono, un timbro, la scelta di un colore sonoro richiamano, sono echi di chi li esprime. Ci sintonizziamo con essi per riconoscerli e rispecchiarli, riconoscerli e ritrasformarli in qualcosa di diverso, rinforzarli o piuttosto dialogare con loro.
Come più volte ho espresso, siamo noi stessi musica, risuoniamo in noi stessi e nell’ambiente circostante. La postura, la gestualità, la vocalità, lo sguardo, la luce e l’ombra. La musica coglie il qui ed ora e l’oltre. Ogni interazione avviene attraverso l’espressione che ciascuno manifesta, in modo conscio o inconscio.
La capacità di vivere, sentire, esprimere e controllare le emozioni è una qualità che non tutti possiedono in eguale misura e che, in alcune circostanze, può essere utile potenziare o acquisire totalmente. Nel 1990, tale capacità fu definita da Peter Salovey e John D. Mayer con il termine di “intelligenza emotiva”: essa consente la consapevolezza dei propri vissuti emotivi e il controllo nell’espressione degli stessi, nonché la capacità di tollerare le frustrazioni, di riconoscere gli stati emotivi altrui (empatia) e, sulla base degli stessi, gestire le relazioni sociali. Successivamente Daniel Goleman introdusse la nozione di intelligenza emotiva. In tutto questo la musicoterapia viene in aiuto. Perchè? E' difficile raccontare in poche parole la musicoterapia ed i suoi effetti ,che spesso sono intangibili, poichè la sua applicazione è complessa ma ha un valore terapeutico importante. Possono trarne beneficio tutti, dall'anziano, al paziente psichiatrico, al bambino con disturbi dell'attenzione, a pazienti disabili e non solo.
Ovviamente non si parla solo delle emozioni dei pazienti o delle persone che decidono di intraprendere un percorso musicoterapico, ma anche di quelle del musicoterapeuta poichè siamo connessi gli uni agli altri ,all'interno di una relazione sonoro -musicale.
"Sento che la musica deve toccare le emozioni prima, e l'intelletto poi." Maurice Ravel
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